Chicktoons

Chick toons – melodie per pollastrelle - è un frullato delle melodie che affollano la televisione, specialmente quella dedicata alle bambine:
musichette dolciastre o ritmate per fatine furbe e maliziose.
Una piccola musica da camera, o meglio da tinello illuminato dai lampi del televisore velenosamente acceso, che contrappunta la lettura di questo
appassionante racconto-indagine sull′attuale "condizione femminile".
Un reading che, con un taglio cabarettistico anni ′70, fa della non narratività del testo la sua forza.
Un′analisi che si legge con la leggerezza e l′ironia di un racconto ricco di voci, di storie vere e di battute fulminanti, che vanno dal mondo dei
giochi a quello della scuola, dalla pubblicità ai cartoni.
Una lettura che ci dà la misura, una volta di più, di quanto la letteratura sia oltre che piacere intellettuale, ginnastica dell′immaginazione,
veicolo di denuncia sociale, di crescita culturale e strumento potente di democrazia.
« Parlare - ancora! - di subordinazione femminile sembra un lamento fuori del tempo, il ritorno a vecchie e non guarite ossessioni. Qualcosa di patetico, di
disturbante, di pietosamente passato di moda". Quanto ce n′è bisogno, invece. Quanto è importante questo libro, per tutti: uomini e donne, certo. Con che
sollievo, con che stordimento felice si emerge da questa valanga precisissima e varia di informazioni, dati, analogie, assonanze, corti circuiti fra noto e
remoto, rivelazioni intuizioni e ricordi. Ancora dalla parte delle bambine, coś s′intitola proprio come fosse il seguito di quel lavoro fondamentale di Elena
Gianini Belotti (sono passati più di trent′anni) e difatti lo è. è la prosecuzione ideale di un′indagine a lungo interrotta: quasi trecento pagine su che cosa sia
stata negli ultimi decenni l′educazione sentimentale (non solo, certo) di fanciulle e fanciulli. Come sia potuto succedere che "le ragazze che volevano diventare
presidenti degli Stati Uniti abbiano partorito figlie che sognano di sculettare seminude al fianco di un rapper". Ecco, appunto, come è successo? Possibile che
si assista all′improvviso - quasi fossero fuochi che si accendono a caso, in ordine sparso e senza una miccia - alle ondate di allarme per la pedofilia e il
bullismo nelle scuole, l′ossessione per l′estetica, le aspirazioni da velina da ballerina di lap dance, le gang di ragazze cattive, i maschi prima violenti poi
bamboccioni, l′anoressia che uccide, la violenza sessuale sempre più precoce e videofilmata, l′impennata di omicidi e di stupri quotidiani. Tutto si tiene in
questo racconto ed è una storia sola, rileggerla adesso è come mettere gli occhiali e scoprire di aver vissuto semiciechi. Il ritorno al passato è cominciato
negli anni Novanta ed è accaduto poco a poco: re-genderization. Ritorno ai generi: un ritorno alla cultura della differenza e della subordinazione femminile
che è passata omeopaticamente dai prodotti per l′infanzia, quelli a partire dai quali si forma la cultura popolare. Non è stata la tecnologia, dice Lipperini:
è un′illusione pensare che la colpa sia dei mezzi, della televisione e di internet. La pubblicità segue di un passo la realtà non la anticipa mai: studia i
gusti e li asseconda, deve vendere e per vendere deve andare sul sicuro, non rischia. La televisione dunque non ha imposto un modello, lo ha assecondato e
radicato. Sul Web si è poi diffuso, scomposto e ricomposto, frammentato: c′era però, c′era già prima. Dunque chi ha decretato quindici anni fa il ritorno ai
generi? Il viaggio a ritroso è lungo e appassionante, ironico e convincente. Cosa sia successo nell′arco di vent′anni, dalle madri alle figlie, questo
è il racconto. Sembrava di essere coś vicini al traguardo e invece ecco: dalla parte delle bambine, da capo »
[Concita De Gregorio]
Loredana Lipperini è giornalista e scrittrice. Collabora da molti anni con le pagine culturali de "la Repubblica" e de "Il Venerd́". E′ stata una delle voci
storiche di Radio Tre. Dal 2004 ha un blog, www.lipperatura.it
coproduzione Laborintus-Qoèletpro
Ensemble Laborintus
Mariantonietta Azzu lettura
Angelo Vargiu clarinetto
Vittorio Vargiu violino
Lorenzo Sabattini contrabbasso
Qoèletpro Optical Video System
Proiezioni video e videoscenografia
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